La pratica di meditazione mindfulness sembra essere diventata una moda, alcuni la associano allo yoga ed altri non conoscono bene quali siano le vere finalità di questo tipo di meditazione
Online si trovano molte meditazioni registrate da poter fare comodamente a casa, oppure consigli per poter essere più rilassati, meno reattivi e maggiormente con la mente ancorata al momento presente nella nostra quotidianità.
Facciamo un po’ di chiarezza:
La mindfulness è una pratica di meditazione e viene tradotta in italiano con la parola consapevolezza.
Esistono pratiche di meditazione mindfulness formali e pratiche informali, è molto nota ad esempio la pratica del lavare i piatti consapevolmente (ne parla ad esempio Thich Nhat Hanh, in “La pace è ogni passo. La via della presenza mentale nella vita quotidiana“, Astrolabio Ubaldini, 1993).
Le pratiche informali sono quindi collegate all’attenta consapevolezza rivolta ai nostri canali sensoriali, al nostro respiro e corpo mentre compiamo un’azione di vita quotidiana, come lavandoci i denti, passeggiando o gustando un alimento. Tutte azioni che compiamo spesso distrattamente e che, portando consapevolezza, possono diventare esperienze semplici, arricchenti e che ci ancorano al momento presente.
La nostra mente è fatta così: tende a vagare, perdersi fra pensieri e cose da fare, attivando in noi emozioni e comportamenti in maniera inconsapevole e reattiva.
Prestare nuovamente attenzione al momento presente invece ci consente di poter evitare di attivare pensieri catastrofici o entrare in trappole della mente che ci fanno soffrire: ad esempio potremmo scorgere in lontananza un amico e salutarlo, nel caso in cui lui non contraccambiasse, potremmo pensare “che maleducato!”, “gli avrò fatto qualcosa?” e a questi pensieri se ne potrebbero agganciare altri che potrebbero portarci ad intristirci o addirittura ad evitare di ricontattare il nostro amico con una chiamata.
Magari semplicemente non ci aveva visto…
La mindfulness ci insegna (ed è un allenamento che dura tutta la vita) a riconoscere i pensieri come eventi, di passaggio, ma non necessariamente veritieri.
Questo allenamento è possibile principalmente grazie alla continuità della pratica mindfulness con meditazioni formali, quindi strutturate e da svolgere ad esempio sullo zafu, seduti su una sedia o distesi.
Questo tipo di meditazioni più strutturate, sono molto variegate e ciascuna di queste ha degli obiettivi o focus differenti.
La pratica più comune è la meditazione del respiro, che si fa da seduti ed in cui ci alleniamo ad osservare il nostro respiro ed ogni volta che arriva un pensiero che ci distrae, osservarlo e con gentilezza e fermezza, tornare ad osservare il fluire dell’aria nel qui e ora.
Sono molto comuni anche le pratiche di body scan, ma anche quelle relative allo sviluppo della gentilezza nei nostri confronti.
Esistono molti protocolli mindfulness evidence based con finalità diverse (ad esempio MBSR per la riduzione dello stress, MBCT per la prevenzione delle ricadute depressive, MB EAT per il superamento del problema delle abbuffate), non tutti i percorsi sono adatti a tutte le persone per questo è bene che prima sia fatta una valutazione insieme al professionista.
Solitamente questi protocolli hanno la durata di 8 settimane con incontri da 2 ore/2 ore e mezza e prevedono inoltre una pratica quotidiana di meditazione che occupa circa 1 ora al giorno: quindi è bene partecipare a questi percorsi in un periodo di vita in cui riusciamo, con impegno e disciplina (che comunque si possono allenare), ad avere questa disponibilità di tempo.
In alternativa è possibile fare un percorso di mindfulness individuale che verrà valutato insieme al professionista.
Se vuoi iniziare un percorso di mindfulness o vuoi ricevere più informazioni, puoi contattarmi:
- 3311240971
- dr.ssa.saradeglinnocenti@gmail.com